CULTURA

 

VARAZZE
Patria di un Santo filosofo e scrittore

A Varazze, il cui nome medievale è Varagine è nato Jacopo da Varagine, frate domenicano, arcivescovo della città e poi vescovo di Genova nella seconda metà del Duecento. Scrittore e filosofo, è celebre per la Legenda Aurea del 1255, una raccolta delle vite dei Santi narrata in modo vivace e appassionato, che per secoli è stata la maggiore raccolta di esempi morali per la divulgazione della fede popolare. Ha anche scritto una storia della città di Genova dalla sua fondazione al 1297.

 

SAVONA
La Campanassa

Nella zona portuale della città si trova la torre del Brandale, anteriore al XII secolo, chiamata da tutti "la Campanassa": al suo interno c'è una campana che veniva suonata per chiamare a raccolta i cittadini. Eretta a simbolo della tradizione storica della città, esiste anche una associazione culturale denominata "La Campanassa" che si dedica a ricerche storiche e sulla cultura tradizionale.

 

ALBISSOLA MARINA
Arte e ceramica futurista

Dal 1892 inizia ad Albissola, basandosi sulla tradizione ceramica locale, la produzione di ceramiche artistiche in stile Liberty. Nel Novecento numerosi artisti e scultori, anche d'avanguardia, hanno utilizzato la ceramica: i Futuristi in particolare vi si riuniscono e la rendono celebre come centro internazionale. Il futurista Tullio di Albissola ne patrocina la promozione artistica e culturale. L'architetto futurista Diulgheroff vi progetta la Fabbrica casa-Museo Giuseppe Mazzotti.

 

PEAGNA
Mostra-mercato dei libri della Liguria

Tra la fine di agosto e i primi di settembre si tiene tutti gli anni a Peagna, nell'entroterra di Ceriale, una mostra dei libri dedicati ad argomenti liguri, organizzata dall'Associazione Amici di Peagna. Vi partecipano le principali case editrici, sia locali che nazionali con libri che spaziano dalla cucina alla letteratura. In concomitanza si svolgono manifestazioni culturali: serate con gli autori e letture pubbliche, e vengono attribuiti diversi premi letterari e giornalistici per pubblicazioni e articoli riguardanti la cultura ligure, ma anche per video e opere cinematografiche

 

CHARLES DE BROSSES
Un’Illuminista a Savona

Nelle Lettere scritte dall'Italia del 1739 lo scrittore e linguista illuminista Charles De Brosses così descrive la "Riviera di Genova": "è tutta un'ininterrotta città e villaggi ben costruiti e popolosi", narrando poi di essere sempre stato accolto bene e con calore. Finale Ligure gli si presenta animata e cordiale: "La riva era piena di popolo e il mare coperto di barche che andavano a vedere una festa che si svolgeva su una nave". A Savona egli riscuote molto successo e viene invitato ai ricevimenti del governatore. Savona è descritta come una bella città con case assai alte, con le porte tutte rivestite "di una sorta di marmo nero, chiamato lavagna, di poca purezza, e che somiglia all'ardesia". A Savona acquista molte ceramiche che erano in Francia molto rinomate.

 

CHARLES DE BROSSES
La cucina di Savona

Nelle Lettere scritte dall'Italia del 1739 lo scrittore e linguista illuminista Charles De Brosses racconta come viene cucinata a Savona la fricassea di pollo, piatto del tutto sconosciuto in Francia: "Per cuocerla, si prepara prima una grande teglia di soffritto di cipolla, nella quale si mette poi una salsa bianca; sopra si dispongono in croce quattro polli bolliti, e si versa una mezza bottiglia di acqua di fior d'arancio: servite caldo".

 

TOBIAS SMOLLET
Uno scrittore a Capo Noli

Il viaggiatore inglese Tobias Smollet attraversa la Liguria nel 1765, e ne parla nei suoi Viaggi attraverso Francia e Italia, dove così descrive, con gusto già pienamente romantico, la visione di Capo Noli: "La sera toccammo il Capo di Noli, ritenuto molto pericoloso quando tira vento. È un monte o rupe altissima perpendicolare sul mare che la bagna e corrode in molti punti, formando numerose caverne. Il promontorio si estende per circa due miglia, qua è là frastagliato in piccoli seni o baie, con una stretta striscia di spiaggia sabbiosa fra esso e il mare. Quando il vento è forte, nessuna feluca si azzarderebbe a doppiarlo: i flutti che si frangono con impeto contro la roccia e le caverne, che echeggiano cupamente, producono un frastuono tanto terribile e agitano le acque con tale violenza che non si può non rimanere impressionati".

 

TÖPFFER
Finale nel 1843

Il naturalista Rodolphe Töpffer scrive nel 1843 un libro di viaggio intitolato Nuovi viaggi a zig-zag attorno al Monte Bianco, dallo Zermatt a Genova e alla Corniche. Vi narra anche il suo passaggio sulla riviera ligure, dove apprezza in particolare la città di Finale, che gli appare vivace, animata, gioiosa: "In questi luoghi d'incontro [...] alcune fanciulle, belle nei lineamenti e ordinate nella persona, brillano di un incantevole splendore. Il mare li fornisce abbondantemente di pesce minuto e nelle bottegucce di cui ho parlato si vedono esposti i frutti più belli del mondo". Tuttavia il suo maggiore entusiasmo è per il promontorio "nudo e scosceso" su cui è salito: "È bello il promontorio di Finale! Là in alto non ci sono più alberi, non c'è più coltivazione, ma una selvaggia nudità, il cui carattere malinconico si sposa così bene con quello del mare, anch'esso nudo, immenso, fosco, oggetto di mille pensieri, di mille sogni, ove la mente si culla con voluttà".

 

HENRY ALFORD
In Riviera nel 1869

Lo scrittore e viaggiatore inglese Henry Alford compie nel 1869 un viaggio da Cannes a Genova che narra nel suo diario La Riviera: schizzi a penna e matita da Cannes a Genova. Ad Alassio si sofferma a lungo a descrivere alberghi e locande, trovandola decaduta, e segnalando soprattutto "numerose travi di mattoni che uniscono le case, per rinforzarle, penso, in caso di terremoto". Albenga gli appare "meravigliosa, antica città con a sua corona di tredici torri grandi e massicce e la sua cintura di suggestive mura medioevali". Loano viene definita "uno dei luoghi più notevoli", e consiglia un'escursione al Castello Doria lungo gole e vallate estremamente fertili e dorate. A Pietra si stupisce di trovare palme e alberi di arancio. A Noli trova gustosa la locanda, dove "viene servito del merluzzo freddo, un dissetante vino locale e il delizioso pane di campagna, con la sua crosta dura e liscia, la più pura bianca mollica e l'immancabile Parmigiano, che accompagna il pittoresco e benvenuto cesto di pere, fichi e uva". Savona infine gli appare triste e scarsamente abitata, ma si rallegra trovando finalmente un vero teatro, il Teatro Chiabrera.

 

ALBENGA
Istituto internazionale di studi liguri

Si trova ad Albenga la sede principale dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri, che ha sedi corrispondenti a Bordighera, Genova e in Francia. L'Istituto, attivo da più di un quarantennio, si propone di studiare il patrimonio artistico, storico, architettonico e culturale della Liguria, valorizzando la cultura locale e partecipando alla sua salvaguardia. Ha effettuato numerosi studi sul patrimonio archeologico ligure, e ha contribuito in maniera essenziale all'istituzione del Museo Navale Romano di Albenga. Di recente una sua sezione ha iniziato a dedicarsi alla salvaguardia del patrimonio naturalistico e ambientale. La sede (tel.0182-51215), che possiede una biblioteca specializzata, un archivio storico e un centro studi, è presso il Palazzo Peloso Cepolla ad Albenga, nelle sale soprastanti il Museo Navale.

 

DE SAUSSURE
In riviera nel 1794

Il celebre naturalista e mineralogista Horace-Bénedict De Saussure pubblica nel 1794 il suo "Viaggi nelle Alpi", preceduti da un " Saggio sulla storia naturale dei dintorni di Genova" in cui narra il suo viaggio in Riviera, soffermandosi soprattutto sulla conformazione rocciosa e le caratteristiche dei minerali. In particolare descrive colline e rocce di Varazze, Celle, Albisola, quest'ultima segnalata anche per la vegetazione: "le foglie più larghe e più verdi che in qualsiasi altro luogo". Ad Alassio, in seguito, si interessa soprattutto del porto, dove resta tre giorni in attesa dei venti favorevoli alla partenza in mare, dispiaciuto di non poter tuffarsi tra Capo Mele e l'isola Gallinara, dove "i pescatori ci assicuravano che esiste una specie di valle sottomarina, chiamata il fosso di dentro, dove avremmo potuto trovare una profondità di 250 braccia".

 

LIÉGEARD
E' la nascita della costa azzurra

Lo scrittore Stéphen Liégeard scrive nel 1887 un diario di viaggio da Marsiglia a Genova, che intitola La Costa Azzurra (La côte d'Azur), descrivendo con entusiasmo e ammirazione le bellezze che incontra. Rende celebre questo tratto di costa europea che sta iniziando ad attirare visitatori colti e aristocratici, che d'ora in poi iniziano a chiamarla, come nel titolo del libro, la "Costa Azzurra". Liégeard descrive anche Laigueglia ("il pennello qui ha steso tutta la gamma dei colori"), Alassio ("Ma la meraviglia di Alassio resta la sua spiaggia"), Albenga ("ciò che domina ad Albenga, donandole quel carattere feudale tipico, sono le alte torri quadrate in mattoni"), Ceriale ("i corsari in una sola notte strapparono a questo povero borgo più di trecento abitanti"), Loano ("Parecchie chiese mostrano la pietà di qualche migliaia di fedeli"), Pietra ("mescola negli effluvi del suo alito il profumo dell'acacia e dell'arancio"), Borgio Verezzi ("stazione polverosa"), Finale ("per descrivere l'Osteria Garibaldi "spaventosa" sarebbe un eufemismo"), e poi ancora Noli, Spotorno, Bergeggi, Vado, Savona, Albisola, Celle, Varazze, cui dedica lunghe pagine di descrizioni dell'ambiente e degli abitanti.

 

ALBENGA
L'archivio Capitolare

La città di Albenga custodisce un archivio Capitolare tra i più ricchi della regione. Vi si trovano codici liturgici con ricche miniature medievali, numerosi codici musicali, e diversi volumi manoscritti e a stampa di epoche storiche diverse. Per poterlo consultare occorre rivolgersi al vescovado.

 

MONTESQUIEU
a Savona e Vado

Nel suo celebre Viaggio in Italia del 1728, il filosofo illuminista Charles-Louis de Montesquieu visita Savona, Vado, Spotorno e Finale. A Savona segnala la presenza di un piccolo porto detto "la Darsena". La città, abitata da circa 8000 persone, gli appare in grande decadimento. Invece Vado possiede "un porto cento volte migliore di quello di Genova", profondo, al riparo dai venti, con una grande imboccatura. Spotorno gli appare un grande e ricco villaggio abitato da commercianti che si recano fino in Spagna. Finale è infine una spiaggia pericolosa esposta a tutti i venti, e il borgo si trova soffocato tra due montagne.

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